Il Paese delle Fiabe di Sant’Angelo

C’è un luogo, tra le colline della Tuscia viterbese, dove le strade sembrano raccontare storie anche quando nessuno parla. Un paese raccolto, fatto di pietra, silenzi e vento leggero, dove il tempo scorre più lentamente e ogni angolo sembra custodire un segreto. È qui, a Sant’Angelo, che è nato il Paese delle Fiabe.

Non è nato da un grande progetto su carta, né da un’idea improvvisa. È nato da un ascolto. Dalla capacità di fermarsi e guardare davvero un luogo per quello che è, e per quello che potrebbe diventare.


Un paese che sembrava già una fiaba

Passeggiando per Sant’Angelo, si aveva spesso la sensazione di essere entrati in una storia già scritta. Le case in pietra, i vicoli stretti, le porte antiche consumate dal tempo: tutto parlava di un passato vivo, mai dimenticato. Bastava poco per immaginare fate nascoste dietro un arco, gnomi seduti sui gradini, personaggi fiabeschi pronti a comparire dietro l’angolo.

Quel paese aveva già l’anima di una fiaba, mancava solo qualcuno che la facesse emergere.


La nascita dell’idea

L’idea del Paese delle Fiabe è nata così: dal desiderio di ridare voce al borgo, di farlo tornare a essere un luogo di incontro, stupore e immaginazione. Un luogo capace di parlare ai bambini, ma anche agli adulti che avevano dimenticato come si sogna.

Non si voleva creare un parco artificiale o qualcosa di lontano dall’identità del territorio. Al contrario, l’obiettivo era valorizzare ciò che già esisteva, trasformando il paese stesso in una storia da attraversare. Ogni vicolo sarebbe diventato una pagina, ogni muro un’illustrazione, ogni piazzetta un capitolo.

Così le fiabe hanno iniziato a prendere forma, ispirate alla tradizione, ai racconti popolari, alla fantasia e alla memoria. Personaggi conosciuti e figure originali hanno trovato casa tra le pietre antiche, dialogando con il paesaggio senza mai sovrastarlo.


Un progetto fatto di comunità e immaginazione

Il Paese delle Fiabe non è solo un luogo da visitare, ma un progetto che vive grazie alle persone. Artisti, abitanti, volontari e visitatori hanno contribuito a costruirlo passo dopo passo. Ognuno ha lasciato un segno, un’idea, un colore, una storia.

È diventato un modo per raccontare il territorio della Tuscia in una forma diversa, più dolce, più accessibile, più universale. Perché le fiabe non hanno età e non conoscono confini: parlano a chiunque sia disposto ad ascoltare.


Dove la realtà incontra la fantasia

Oggi Sant’Angelo non è solo un paese: è un luogo dove la realtà e la fantasia camminano insieme. Dove i bambini scoprono mondi nuovi e gli adulti ritrovano parti di sé. Dove il passato non è nostalgia, ma radice da cui nascono nuove storie.

Il Paese delle Fiabe è la dimostrazione che, a volte, per creare qualcosa di straordinario, basta guardare con occhi diversi ciò che è sempre stato lì. Perché le fiabe non nascono lontano: nascono nei luoghi che sanno ancora raccontarsi.

2 risposte

  1. Un posto incantevole …favoloso…si ritorna con la memoria indietro nel tempo …le favole …sognare e immaginare…una parte di noi rimane sempre bambini

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