Dalla collina all’orizzonte

Sono nato e cresciuto su una collina dell’Umbria, nel cuore dell’Italia centrale.
Un luogo fatto di silenzi, campi e orizzonti lontani dal mare. Proprio questa distanza ha reso il mare un richiamo costante, un’idea quasi mitica, alimentata dai racconti di chi lo aveva vissuto davvero. Fin da ragazzo, quelle storie hanno acceso in me una curiosità profonda: il desiderio di scoprire cosa ci fosse oltre ciò che potevo vedere.

 

Il primo incontro con il mare

Nel 1992 quel richiamo è diventato realtà. Ho iniziato a immergermi, e da subito ho capito che l’acqua non era solo un ambiente da esplorare, ma un mondo in cui sentirmi a casa. Ogni immersione era una scoperta, un silenzio nuovo, una lezione di rispetto e attenzione.

Con il tempo la passione si è trasformata in percorso professionale: sono diventato Dive Master, poi Istruttore, condividendo con altri la stessa meraviglia che avevo provato io la prima volta.

Profondità e competizione

Nel 1997 ho avuto l’onore di essere scelto per far parte dell’assistenza ai Campionati Mondiali di Apnea, un’esperienza che ha rappresentato una tappa fondamentale nel mio cammino. In quel contesto ho potuto conoscere da vicino e lavorare accanto a campioni del mondo come Umberto Pellizzari, e, in particolare, Gianluca Genoni, insieme a molti altri protagonisti che hanno fatto la storia di questa disciplina.

È stato lì che ho iniziato a vedere il mare da un’altra prospettiva: quella della preparazione, della concentrazione assoluta e del rispetto profondo per i limiti umani. Un mare che non si affronta con la forza, ma con ascolto, consapevolezza e umiltà.

Da quel momento ho continuato a immergermi in molti luoghi del mondo, seguendo un filo invisibile che unisce oceani diversi ma lo stesso spirito di esplorazione. Un percorso fatto di profondità, silenzi e incontri, che ha contribuito a definire il mio modo di vivere il mare e il viaggio.

La strada come nuovo orizzonte

Accanto al mare, c’è sempre stata un’altra passione: le due ruote.
Quattro anni fa ho ripreso a viaggiare in moto con continuità, trasformando il viaggio in un modo di vivere e osservare il mondo. La moto è diventata il mio mezzo per esplorare la superficie, così come l’immersione lo era stata per esplorare le profondità.

Africa

Tra tutte le destinazioni, l’Africa mi ha incantato più di ogni altra.
Le sue strade, le sue piste, i suoi spazi immensi e il ritmo essenziale della vita hanno lasciato un segno profondo. In Africa ho ritrovato lo stesso senso di autenticità che avevo provato sott’acqua: l’importanza dell’ascolto, del rispetto, del viaggio vissuto senza filtri.

Un solo filo conduttore

Che sia sopra una moto o sotto la superficie del mare, il filo conduttore è sempre lo stesso: esplorare, andare oltre, restare curioso.
Dalla collina umbra agli oceani del mondo, dalle strade d’Europa alle piste africane, ogni viaggio è una continuazione del primo passo fatto tanti anni fa, quando ho deciso di seguire un richiamo lontano.

 

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