“Fiabe e Fantasmi on the Road”

Non serve partire per chissà quali mete lontane: anche vicino a noi si trovano percorsi che fanno sognare e stimolano la curiosità. In un giorno abbiamo visitato Sna Angelo, il Paese delle Fiabe, e Celleno, il Borgo Fantasma: due destinazioni uniche a pochi chilometri, perfette per chi ama esplorare in moto. Tra vicoli fiabeschi, murales incantati e borghi sospesi nel tempo, la magia è sempre a portata di manubrio.

Consiglio da motociclista: parcheggia, scendi e cammina — a volte il bello è lasciarsi sorprendere tra una curva e l’altra.

"Il libro della giungla"

Il libro della giungla di Rudyard Kipling è una raccolta di racconti ambientati nella giungla indiana, che segue soprattutto le avventure di Mowgli, un bambino cresciuto dai lupi. Attraverso personaggi memorabili come Baloo, Bagheera e la tigre Shere Khan, il libro racconta la scoperta delle regole della natura e della convivenza. È una storia di crescita, amicizia e identità, dove il confine tra mondo umano e animale diventa sottile e ricco di significato.

Palazzo di gelato

Nel cuore della città sorse un palazzo fatto tutto di gelato. Bambini e grandi ne mangiarono felici, senza litigare. E quando finì, restò il ricordo di un giorno dolcissimo.

La volpe e l'uva

La volpe vide l’uva matura brillare al sole. Saltò più volte, ma non riuscì a raggiungerla. Allora se ne andò dicendo che era acerba.

Peter pan

Trilli volava leggera tra le foglie del bosco incantato. Con un po’ di polvere magica aiutò un amico in difficoltà. E sorridendo, illuminò la notte con la sua luce.

Cappuccetto rosso

Cappuccetto Rosso attraversò il bosco con il suo cestino. Incontrò il lupo, che la ingannò con parole gentili. Ma grazie all’amore e al cuore saggio della nonna, il bene trionfò e la paura svanì.

Don Chisciotte

"Partii alla ricerca di mondi lontani, eppure scoprì che la vera avventura si nascondeva proprio davanti ai miei occhi. Ogni borgo, ogni vicolo, custodisce una storia degna di essere vissuta."

Celleno: dove le strade finiscono e le storie restano

C’era una volta un paese aggrappato alla roccia,
costruito con la stessa materia dei sogni e delle frane.
Celleno non è morta di colpo,
si è svuotata piano, come una casa dopo una festa troppo lunga.
Le voci se ne sono andate,
ma i muri hanno continuato a ricordare.
Ogni finestra è un occhio aperto sul tempo,
ogni vicolo una frase interrotta.
Qui il vento conosce i nomi di chi è partito,
e li sussurra passando tra le rovine.
Sotto le case, le cantine scavano la memoria,
gallerie di tufo, vino e mani callose.
Luoghi dove si conservava il futuro,
quando il futuro sembrava sicuro.
Camminare a Celleno è come entrare in una fiaba stanca,
abitata più dai fantasmi che dalla paura.
Un posto che non chiede di essere salvato,
solo di essere ascoltato.

Tra rovine e ombre

Muri che si sgretolano piano, passi che non fanno rumore, Celleno racconta senza parlare.

L’ingresso del palazzo

Un arco che invita senza promettere, la soglia tra ciò che era e ciò che resta, qui si entra piano, per non svegliare il tempo.

La strada verso il palazzo

Una via che sale senza fretta, ogni passo raccoglie silenzi e polvere, il palazzo appare come un ricordo improvviso.

Le cantine scavate nel tufo

Scale che scendono nella terra, odori di vino, di pietra e di tempo, qui il passato respira ancora.

Panorama con bicicletta

Ferma da anni, ma pronta a partire, la bicicletta guarda l’orizzonte per noi, come se il viaggio non fosse mai davvero finito.

Scendendo nelle cantine

I gradini si perdono nel buio fresco, la roccia stringe il silenzio tra le mani, qui il tempo smette di camminare e ascolta.

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